Posto ad una altitudine di 1158 m., all’interno di un anfratto naturale incastonato nella cupola calcarea del monte Redentore (1252 m.), si erge il Santuario di San Michele Arcangelo.
Lugo di culto dedicato al Santo conosciuto fin dai primi decenni del IX secolo come sito cenobitico sotto la giurisdizione dell’abbazia di Montecassino.

La leggenda racconta che fosse la stessa statua dell’Arcangelo a scegliere il luogo dove essere venerata e che, fuggita prima dalle sponde formiane di Gianola e poi dalla cima del monte Sant’Angelo in Spigno per non sentire le imprecazioni dei pescatori, decise la tranquilla e solitaria cima dell’Altino (come allora era chiamato il monte Redentore) per rimanervi per sempre. Da allora il Santuario, divenne nel tempo, meta di pellegrinaggio delle popolazioni locali che ancora oggi vi si recano in processione nei mesi di giugno e di settembre di ogni anno.

Il Santuario venne restaurato e in parte riedificato, sulle rovine del precedente manufatto, alla fine del XIX secolo dall’allora arciprete di Maranola don Vincenzo Ruggiero che inaugurò la nuova struttura nell’agosto del 1895.
Il nuovo progetto redatto dall’ingegnere Silvio Forte di Trivio , sanificò la grotta creando un ambiente circolare, chiuso da una facciata in stile neo-gotico, all’interno del quale una nicchia scavata nella roccia funge da altare con la statua di San Michele Arcangelo e una fonte perenne sgorga nel lato sinistro della chiesa.

L’attuale edificio, rimasto inalterato, conserva sull’altare maggiore la statua di San Michele Arcangelo raffigurante un soldato con corazza, elmo e mantello che brandisce la spada e con il piede destro sottomette Lucifero. La statua su base quadrata, alta novantaquattro centimetri, è stata realizzata in peperino nero romano. La leggenda attribuisce all’epoca romana la sua origine, ma studi più recenti la fanno risalire al XVI secolo: ipotesi avvalorata anche dalle iniziali scolpite sulla statua “P.F.”, attribuite allo scultore di scuola romana Pompeo Ferrucci, vissuto tra il 1566 ed il 1637.

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